PRESSROOM
Luglio 2010
Riconoscimento Certificazione P.E.K.I.T
In data 25/06/2010 il Dipartimento Della Istruzione ha riconosciuto la Certificazione P.E.K.I.T. come titolo valido ai fini della Certificazione Informatica
EQUIPARAZIONE DELLA CERTIFICAZIONE P.E.K.I.T. ALLE ALTRE CERTIFICAZIONI AI FINI DELLE PROCEDURE SELETTIVE E CONCORSUALI .
Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca con provvedimento del 25/06/2010, avente Prot. AOODGPERS 6235, a seguito di esplicita richiesta della Fondazione Sviluppo Europa, Distributore dei Programmi di Formazione e Certificazione P.E.K.I.T. (Permanent Education and Knowledge on Information Technology), ha statuito la piena equiparazione della predetta certificazione, ai fini pubblicistici, con le altre certificazioni attualmente riconosciute.
Nel premettere che sino alla predetta data, almeno in Italia, esisteva una illegittima restrizione del mercato delle certificazioni informatiche tali da rendere un effetto distorsivo del libero mercato, con il riferito provvedimento, il Ministero adito ha accolto tutti i motivi dell'istanza inoltrata dalla Fondazione Sviluppo Europa, in data 11 maggio 2009, statuendo, chiaramente la completa equiparazione della certificazione P.E.K.I.T. alle altre (ECDL, IC3, MOS), che attualmente operavano nel mercato delle certificazioni.
Il predetto riconoscimento giunge alla fine di un lungo procedimento amministrativo che ha visto coinvolte le varie Direzioni del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, (Dipartimento per l'Istruzione, Direzione Generale per il personale della scuola, Direzione Generale per il Bilancio, Direzione generale per gli studi, la statistica e i sistemi informativi), che, in uno spirito collaborativo, hanno vagliato nelle forme e nel merito la validità della certificazione proposta, giungendo a statuire: "l'assimilazione agli altri analoghi titoli ... ai fini delle procedure selettive e concorsuali ove sarà necessario valutare il possesso di competenze informatiche".
Tale statuizione chiarisce definitivamente che P.E.K.I.T. rientra a pieno titolo nel limitato gruppo delle certificazioni informatiche attualmente esistenti sul mercato e riconosciute dal Ministero.
Sotto il profilo pratico, economico e sociale, viene definitivamente e coraggiosamente stabilito, sulla scorta anche di precedenti pronunce giurisprudenziali quali quelle del TAR Lazio e dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ECDL, IC3 e MOS non sono le uniche e sole Certificazione Informatiche esistenti in Italia, valide per accertare le competenze nell'utilizzo del PC, ma che, al contrario, compete con esse, a pieno titolo e con pari dignità, la certificazione P.E.K.I.T., distribuita, appunto, da FONDAZIONE SVILUPPO EUROPA.
Il riconoscimento appena ricevuto determinerà l'inclusione della certificazione P.E.K.I.T., nel novero delle certificazioni riconosciute non solo dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, ma anche da quegli ulteriori Ministeri elo Centri che richiedono l'obbligatorietà dell'accertamento delle conoscenze informatiche nei concorsi pubblici per il personale delle Pubbliche Amministrazioni.
In definitiva possiamo tranquillamente affermare che il provvedimento di cui in oggetto si inserisce nell'auspicio, già fatto proprio dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che nella prassi di tutte le Pubbliche Amministrazioni interessate al mondo delle certificazioni, sia agevolato lo sviluppo effettivo della concorrenza nel settore dei servizi di formazione e di certificazione delle conoscenze informatiche.
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Aprile 2010
ACCORDO FONDAZIONE SVILUPPO EUROPA - AUTODESK PER PROGETTO PEKIT
Fondazione Sviluppo Europa e Autodesk hanno raggiunto un accordo in base al quale i Pekit Center abilitati alla formazione per il CAD potranno avere i software Autodesk per la progettazione 2D e 3D in maniera agevolata, secondo le condizioni vantaggiose del listino educational. I software dovranno essere utilizzati esclusivamente per l’attività didattica e non per finalità professionali.
Inoltre i docenti dei Pekit Center e gli studenti dei corsi potranno scaricare gratuitamente, attraverso il portale Autodesk Education Community (www.autodesk.com/edcommunity), il software Autodesk e il materiale didattico finalizzato all' uso personale e a scopi didattici.
Autodesk è inoltre disponibile per attività di supporto e divulgazione nel territorio della didattica sulle proprie tecnologie più innovative.
Contatti
Per Fondazione Sviluppo Europa:
Giuseppe Valle
Tel. 06 - 7800167
Fax. 06 – 78141811
E-mail: giuseppevalle@fondazionesviluppoeuropa.it
Maggio 2009
ACCREDITAMENTO PRESSO AGE PLATFORM
Nel mese di maggio 2009, la Fondazione Sviluppo Europa è stata accolta all'interno di Age Platform, la Piattaforma Europea delle persone anziane www.age-platform.org.
Age opera in rappresentanza di 150 milioni di over 60 per i loro diritti e per assicurare la loro partecipazione alla vita attiva, sociale, solidale e culturale.
La Fondazione Sviluppo Europa porta il suo contributo di esperienza e di competenza nel settore della formazione e dell'utilizzo delle nuove tecnologie.
Per tali ragioni, dal mese di giugno 2009 la Fondazione rappresenta l'Italia all'interno del Gruppo di esperti di AGE Platform in materia di accessibilità e nuove tecnologie.
In particolare, attraverso l'uso dello standard di formazione informatica di base P.E.K.I.T. Project (Permanent Education Knowledge of Information Technology Project - Progetto per l'Educazione Permanente sulle Conoscenze della Tecnologia dell'Informazione), la Fondazione si è accreditata quale soggetto qualificato a offrire proposte e soluzioni per favorire l'apprendimento continuo, anche in favore degli anziani.
Age Platform ha apprezzato, in particolare, la modernità del programma, pensato per fasi evolutive dei bisogni dell'utente e non per aridi moduli di conoscenze, chiusi nei compartimenti stagni dei singoli applicativi software, e per la rivalutazione nel tempo (permanente appunto) delle capacità informatiche di base acquisite, grazie a comodi aggiornamenti periodici predisposti dalla Fondazione stessa.
L'impegno di Fondazione è quello di partecipare, sotto l'egida di Age Platform, alle iniziative promosse dalla Commissione Europea finalizzate a favorire l'accesso alle nuove tecnologie e a contrastare i fenomeni di analfabetismo informatico.
Apc-INFORMATICA, 22/10/2004
EURISPES: 'PATENTE EUROPEA', UN MARCHIO COMMERCIALE
E NON UN TITOLO DI STUDIO UNICO ED UFFICIALE DELL’UE
Roma, 22 ott. (Apcom) - L'unica cosa che la "Patente Europea del Computer" ha in comune con una normale patente (come quella automobilistica) e con l'Europa è il nome: si tratta infatti di un semplice marchio commerciale, con tanto di brevetto industriale, e non di un titolo di studio unico ed ufficiale rilasciato dall'Ue. Ne parla l'Eurispes sul rapporto "La certificazione informatica in Italia", che è stato presentato allo Smau. In Italia dal 2000 al 2003 oltre mezzo milione di persone hanno conseguito una certificazione sulle loro conoscenze informatiche.
Solo ora, aggiunge l'Eurispes, dopo l'emanazione di un parere del Garante della Concorrenza, e dopo una sentenza del Tar del Lazio, "l'effetto distorsivo è con ogni probabilità destinato ad attenuarsi". Ma il rapporto dell'istituto "mette in luce che in Italia occorre maggiore chiarezza nell'ambito della formazione informatica". Nella società dell'informazione i cittadini devono essere in condizione di apprendere l'uso del computer e, per coloro che aspirano ad un posto di lavoro nella PA, questo si intreccia con la necessità di accertare le loro conoscenze informatiche.
A questo punto ecco la International/European Computer Driving Licence (Ecdl), che tradotta in 'Patente Europea per il Computer' - prosegue l'Eurispes - "ha assunto nel linguaggio comune il significato di certificazione informatica per antonomasia". Come già accennato, unica licenziataria in Italia è l'Aica, associazione senza scopo di lucro istituita nel 1961. "Il diritto dell'Ecdl di utilizzare la bandiera europea - si legge - ha contribuito ad accrescere la convinzione di quanti erano interessati a conseguire una certificazione, di trovarsene di fronte una avente valenza continentale e rispondente ad uno standard ufficiale fissato come unico per tutti i paesi dell'Unione".
E invece "la Patente Europea non rappresenta la sola certificazione delle conoscenze di base - prosegue il rapporto - così come affermato dal Garante della Concorrenza e dal Tar del Lazio". In particolare il Tar ha statuito che "la cosiddetta 'patente europea del computer' non rappresenta un titolo di studio o abilitazione riconosciuta dall'Unione europea - dice Eurispes - ma esclusivamente un marchio industriale, tutelato da brevetto comunitario (n.655274) registrato anche in Italia". Eppure il ministero per l'Innovazione tecnologica l'ha inserita nel documento sulle "Linee guida del Governo per lo sviluppo della società dell'informazione nella legislatura", osserva l'istituto, mentre Welfare e Istruzione hanno sottoscritto un protocollo d'intesa per diffondere e promuovere lo standard Ecdl, presso le scuole e tutti i centri del lavoro.
Fermo restando che "la scelta da parte delle PA di utilizzare lo standard Ecdl è assolutamente legittima - dice lo studio - deve avvenire nell'ambito dello svolgimento di regolari bandi di gara, che consentano la partecipazione di tutti i soggetti del settore".
Punto Informatico, 26/03/2004
AUTORITA' ANTITRUST: LA ECDL NON E' TUTTO
26/03/04 - News - Roma - In un parere che ha avuto davvero poco risalto, l'Autorità antitrust nelle scorse settimane ha voluto ricondurre la "European Computing Driving License" (ECDL) al ruolo che aveva in origine, rilevando come spesso la considerazione della Patente informatica abbia valicato i confini del buon senso. Un parere che arriva poco dopo la sentenza del TAR del Lazio che ha ritenuto illegittimo associare la ECDL al programma governativo di contributi all'acquisto dei PC per i 16enni "Vola con internet".
Secondo l'Antitrust la preferenza assoluta che la pubblica amministrazione sta concedendo alla ECDL non è salutare. Sebbene il ruolo della ECDL in Italia sia riconosciuto fin dal 1999 con la stipula del protocollo tra ministero della Pubblica istruzione e AICA, l'associazione che cura la diffusione di ECDL nel paese, la Patente non è l'unica certificazione che possa o debba essere considerata.
Anzi, a parere degli esperti dell'Authority, la preferenza che viene accordata alla ECDL in ambito pubblico, ma anche in ambito privato, sta avendo un effetto negativo sulla concorrenza nel settore, cioè su tutto il coacervo di certificazioni valide ed efficaci che sono rilasciate in Italia da organizzazioni diverse da AICA. Quelle certificazioni, frutto di programmi formativi alternativi, sempre meno vengono considerate rispetto ad ECDL e, in ambito pubblico, talvolta non sono considerate affatto.
Tutto questo si riflette sul mercato, in quanto danneggia non solo chi ottiene quelle certificazioni ma anche chi mette in piedi il percorso formativo e la certificazione stessa. Imprese, associazioni ed enti di vario genere, dunque, sono tutti colpiti dalla preferenza che viene data alla ECDL e che secondo l'Antitrust supera il senso e la ragione dell'esistenza di quella convenzione del '99 e dei successivi accordi per la diffusione della Patente.
"La certificazione ECDL - spiega l'Autorità - non si distingue in maniera sostanziale da altre certificazioni diffuse a livello nazionale ed internazionale. Essa si caratterizza per un'offerta indipendente da specifici prodotti e fornitori e non legata alla prestazione di un servizio anche di formazione". "I test center accreditati, tuttavia - continua l'Authority - offrono, normalmente, anche i servizi di formazione finalizzati al conseguimento della certificazione ECDL e spesso si propongono fondamentalmente per la certificazione della conoscenza specifica del sistema operativo e dei programmi applicativi di ambiente Windows".
Secondo l'Autorità, tra il 1999 e il 2002 sono stati stipulate intese, varati provvedimenti ministeriali e governativi che nel loro complesso attribuiscono alla Patente europea "un valore che appare andare oltre il mero riconoscimento quale standard, con riferimento al quale valutare, nell'ambito della discrezionalità amministrativa, anche ogni altra certificazione equipollente". "Quasi sempre - spiega l'Authority - nella prassi corrente si giunge a considerare quella ECDL come unica certificazione valida delle conoscenze informatiche di base nei confronti della Pubblica amministrazione, negando ogni valore alle altre forme di certificazione delle stesse conoscenze".
La nota dell'Antitrust - non vincolante per nessuno - si conclude con l'auspicio che la ECDL sia ricondotta al suo ruolo originario e che sia agevolato lo sviluppo della concorrenza nel settore della formazione informatica.
www.sestopotere.com, 15/03/2004
INTERNET, AUTORITÀ GARANTE CONCORRENZA:
"INGIUSTIFICATO UTILIZZO PATENTE U.E. DEL COMPUTER"
(Sesto Potere) - Milano - 15 marzo 2004 - L’autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si è pronunciata in data 2 marzo 2004 ai sensi dell’art. 22 della legge 287/90 su formale segnalazione presentata da una società di formazione e certificazione in merito all’abuso di posizione dominante sul mercato italiano della Patante Europea per il Computer, denominata Ecdl, e utilizzata come unico sistema di certificazione delle competenze informatiche dalla Pubblica amministrazione. La pronuncia, che arriva in modo a dir poco tempestivo, dopo la Sentenza del Tar del Lazio del 1 marzo 2004 che ha dichiarato la nullità del decreto ministeriale e l’inefficacia della convenzione coi quali lo standard Ecdl veniva illegittimamente inserito nell’ambito della iniziativa governativa “Vola con Internet”, sancisce in modo inequivocabile le linee guida a cui dovrà attenersi la Pubblica Amministrazione, Centrale e Periferica, in merito all’utilizzo e riconoscimento delle certificazioni informatiche.
La segnalazione del Garante prende coraggiosamente atto che in Italia, allo stato attuale, vi è una “situazione di ingiustificata restrizione della concorrenza nel settore dei servizi di formazione e certificazione delle conoscenze informatiche.”
E, nel merito, precisa che “la certificazione Ecdl non si distingue in maniera sostanziale da altre certificazioni diffuse a livello nazionale e internazionale”. Altresì, rileva che “nella pratica attuazione è stata attribuita alla certificazione Ecdl un valore che appare andare oltre il mero riconoscimento come uno standard.”
Sotto il profilo pratico, viene inequivocabilmente stabilito che Ecdl, non essendo l’unica e sola Certificazione Informatica esistente in Italia, non può essere considerata dalla Pubblica Amministrazione, sia essa Centrale o Periferica, come unico standard per accertare le competenze nell’utilizzo del PC, ma, al contrario, che competono con essa, a pieno titolo e diritto, tutte le altre esistenti sul mercato. Tale pronuncia garantirà, in definitiva, la libera concorrenza nel mercato delle certificazioni informatiche e al cittadino italiano facoltà di scelta del tipo di certificazione informatica da conseguire ed esibire per l’attestazione delle competenze informatiche possedute. Tale segnalazione dovrà essere recepita dalla Pubblica Amministrazione in sede di emanazione di concorsi, progetti, attività programmatiche, piani di formazione e orientamento, ecc. (Sesto Potere)
Ansa, 15/03/2004
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: ANTITRUST, NO A UNICA
CERTIFICAZIONE DELLE NOZIONI INFORMATICHE
(ANSA) - ROMA, 15 MAR – Per la valutazione delle conoscenze informatiche la Pubblica Amministrazione dovrebbe individuare uno ''standard di riferimento'' evitando di accordare una preferenza assoluta a una sola certificazione. E' quanto sostiene l'Antitrust che segnala come la pubblica amministrazione sia andata attribuendo in Italia un ''crescente riconoscimento alla certificazione ECDL (European Computer Driving License) delle conoscenze informatiche di base, a partire dalla sottoscrizione nel 1999 di un protocollo di intesa tra il ministero della pubblica istruzione e l'associazione Aica che rilascia la certificazione ECDL'' nel nostro Paese.
''L'Autorita' - si legge nel numero di oggi del Bollettino - ritiene problematico il consolidamento di una preferenza assoluta da parte della Pubblica Amministrazione per un'unica determinata certificazione, in quanto il conseguente effetto di favore per gli operatori che offrono tale certificazione potrebbe determinare una restrizione della concorrenza nel settore''. L'individuazione di uno standard da parte delle amministrazioni pubbliche - avverte l'Antitrust - ''non dovrebbe comportare di per sé l'esclusione di certificazioni equipollenti'', proprio in considerazione del livello comunque ''minimo'' delle conoscenze che tali certificazioni dovrebbero attestare. (ANSA).